lunedì 26 novembre 2018

Se piove

Notoriamente i negozianti espongono la merce nelle vetrine per invogliare la gente a comprarla, rischiando però di incentivare i ladri a rubarla. Magari le donne espongono  le loro grazie solo per essere ammirate da gentiluomini, ma rischiano di incentivare mascalzoni. 
Libere le donne di svestirsi come vogliono. Magari dicono che lo fanno per piacere a se stesse ma con i tempi che corrono è difficile crederle ingenue santerelline che non lo fanno per provocare ed eccitare i maschi. Non si scandalizzino se poi gli uomini si eccitano e non sono tutti santi. 
Con pericolo di pioggia se non si è prudenti e si esce senza ombrello o impermeabile ci si può bagnare, con i pericoli esistenti se non si è prudenti si può finire in guai: se succede si deve prendersela anche con se stessi.
Oggidì solo le musulmane si coprono completamente o quasi, anche per come sono i loro uomini.
Un tempo anche in occidente le donne usavano gonne fino ai piedi, ma non usavano pantaloni e d'inverno andavano bene. Però, penso, erano impaccianti e scomode da portare. Era sicuramente più comodo portarle più corte, ma una volta giunte più o meno al ginocchio ulteriori accorciamenti non erano più questione di pratica comodità ma di esposizione, magari solo per ragioni climatiche, magari per provocare o eccitare, magari per attrarre persone gradite e, involontariamente o no, chiunque. Essere attraente può comportare dei rischi desiderati o indesiderati. Prima magari bastava mostrare una caviglia per eccitare gli uomini, poi servivano belle gambe dal ginocchio in giù, ora sembra non basti nemmeno esibire le cosce. E molte donne agiscono di conseguenza, ma non si meraviglino delle conseguenze non gradite.
Ieri giornata mondiale contro la violenza sulle donne. C'è ormai una giornata mondiale per tutto. 
In quella di ieri mi sarei aspettato composte manifestazioni di pietà per le donne e contro i violenti. 
Ho avuto l'impressione che si trattasse delle solite rancorose manifestazioni  per la supremazia femminile. I cartelli dicevano "amar no es matar", "uccisa dalla persona che diceva di amarla". Mi pare che non si distingua più tra amare e fare sesso, magari sfrenato. Le due ragazzine massacrate da spacciatori non chiedevano e non ottenevano amore ma droga e sesso. Oltre al fatto di essere donne spesso le vittime hanno poco in comune: la prostituta che per soldi fa un mestiere pericoloso, la madre dedita alla famiglia e quella che pensa solo a se stessa, la donna con l'amante sposato, le ragazze disposte a tutto pur di far carriera che dopo anni protestano per avere dato senza avere ottenuto.
Dell'imprudenza e delle provocazioni femminili nulla si deve dire e tutto si riduce alla generica violenza maschile contro le donne.
Dire qualcosa contro quelle culture e quegli immigrati che considerano normale la violenza contro le donne non si può, non è di sinistra, non è politicamente corretto.  


 

 

martedì 20 novembre 2018

Quelli che la Costituzione

Cosa dicono quelli che la Costituzione italiana la considerano
 la più bella del mondo, che tanto la citano quando gli fa comodo e la ignorano bellamente quando non gli interessa, cosa dicono della norma che regola l'esenzione dalla tassa sanitaria (ticket)?
È in evidente contrasto con la norma costituzionale ma non interessa a nessuno, nessuno ne parla.
Riporto quello che prevede la Costituzione e quello che invece è previsto per l'esenzione dal ticket dei minori di anni 6 e dei maggiori di anni 65 con reddito familiare lordo annuo inferiore a 36151,98 euro (VEDERE )



Costituzione Art. 3.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

Esenzioni per reddito.
Mentre per tutti gli altri cittadini il reddito del nucleo familiare è dato dalla somma dei singoli redditi complessivi prodotti dall'interessato e dagli altri familiari fiscalmente a carico, per i cittadini sposati il coniuge fa sempre parte del nucleo fiscale anche se è fiscalmente indipendente o non convivente. In pratica due cittadini non sposati sono esenti da ticket anche con reddito di 36151,97 euro ciascuno mentre quelli sposati solo con reddito medio pro capite inferiore a 18076,99


Costituzione Art. 29.
La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come societa ` naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio e ` ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unita ` familiare.
Costituzione Art. 31.
La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. Protegge la maternita `, l’infanzia e la gioventu `, favorendo gli istituti necessari a tale scopo .
 .
Esenzioni per reddito
Viene penalizzato il matrimonio e conseguentemente la famiglia "fondata sul matrimonio" e non è a garanzia dell'unità familiare privilegiando i coniugi legalmente separati.


Costituzione Art. 53.
Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacita contributiva. Il sistema tributario e informato a criteri di progressivita.
Esenzioni per reddito
Il limite di reddito cui si fa riferimento per il riconoscimento del diritto all'esenzione è fissato dalla legge e può essere aggiornato solo con una modifica legislativa.
Il problema dell'adeguamento del limite di reddito previsto per l'esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria al crescente costo della vita è, tuttavia, da tempo all'attenzione del Ministro della salute e di tutto il Governo. In 25 anni il limite non è mai stato adeguato, chissà quando tempo ci vuole ancora perchè il problema sia affrontato e risolto. Nel frattempo succede che con un adeguamento inferiore al tasso di inflazione il reddito nominale superi quel limite mentre il reddito reale e la capacità contributiva diminuiscono. Una specie di progressività inversa: diventando più poveri si pagano più tasse.


Per altre considerazioni in merito VEDERE 






 

 

martedì 23 ottobre 2018

Progressività

 - Sempre pronti ad invocare la Costituzione quando gli fa comodo e ad ignorarla bellamente nel resto, notoriamente sono per la progressività dell'imposta. Per loro deve essere talmente progressiva da aumentare man mano che diminuisce la capacità contributiva. Ed è per questo che per anni si sono rifiutati di rivedere la norma che regola la tassa sanitaria, amorevolmente chiamata ticket. Credo sia fuori discussione che chi non ha goduto di vincite alla lotteria ma solo di un parziale adeguamento del proprio reddito al costo della vita oggi sia più povero di prima, ma siccome nominalmente è più ricco si trova a superare quel limite di 36151,98 euro calcolato un quarto di secolo fa e quindi va tassato. Non importa poi se la più bella Costituzione del mondo oltre a dire che "Il sistema tributario e informato a criteri di progressività" dica anche che "Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacita contributiva" e che "La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio." e " agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia". Per il criterio della progressività chi diventa più vecchio, più malato, più povero deve essere più tassato mentre per agevolare matrimonio e famiglia penalizzano le coppie sposate. Per questo una coppia di sposi vecchia maniera, regolarmente sposata, deve pagare i ticket sanitari  con un reddito lordo medio pro capite di 18076 euro mentre due persone conviventi (fratelli, amici, amanti) gode dell'esenzione dal ticket con un reddito poco meno che doppio. Sto parlando di persone ultra65enni, ma il discorso vale anche per figli con meno di 6 anni, mutatis mutandis.
Lo chiamino pure razzismo, se li fa contenti, ma non posso dire di non essere infastidito o irritato vedendo tante persone che mai hanno pagato un euro d'imposta non dovere nemmeno mettersi in fila per pagare il ticket mentre io devo pagare una tassa (nemmeno tanto piccola) per consentire loro di godere dell'assistenza sanitaria gratuita a noi negata. Arrivano, si presentano all'ospedale, non devono neppure dire il loro vero nome e vengono curati gratuitamente mentre io devo dare il mio nome e conseguentemente pagare. Infatti sanno che sono sposato, che la pensione di mia moglie negli anni è passato da 430 a 500 euro mensili, che anche la mia è aumentata seppur meno del costo della vita e che sommando i nostri redditi nominali ora superiamo quel limite immutato dal 1994 mentre la nostra capacità contributiva è diminuita.
Chissà se solo io trovo la cosa scandalosa, assurda, iniqua e immorale; sicuramente sull'argomento sono tornato molte volte come si può vedere andando QUI .

 

 

martedì 21 agosto 2018

Considerazioni.


Quasi quotidianamente si ha notizia di violenza sessuale su donne, spesso ad opera di uomini di "civiltà" in cui la donna deve sottostare al volere del maschio e convinti di poter abusare di ogni donna che non abbia un "padrone" che se ne possa offendere.
Ma può capitare che succeda anche per altri motivi. 
Per timore di peccare o di rimanere gravide o delle chiacchere della gente, un tempo le donne forse erano più prudenti con gli uomini. Ora, salvo eccezioni, quei timori non  esistono più e anche le ragazze si vantano delle loro avventure come un tempo forse facevano solo i maschi e non tutti. 
Se prudenza, pudore e modestia sono diffusi e comuni suppongo che gli stupratori siano meno convincenti nel dichiarare "erano consenzienti": non sarebbero credibili e nella maggioranza dei casi lo sarebbero invece le loro vittime, almeno per motivi statistici. Quando invece è o si ritiene prevalente la mancanza di freni inibitori e remore può capitare che quasi sempre si dia anche per molto probabile il consenso, ancor più se i comportamenti e precedenti personali testimoniano in questo senso.
Si sente anche sovente parlare di violenze fisiche sulle donne, di femminicidi, che il più delle volte avvengono in ambito domestico o - come viene detto - da "parte di chi diceva di amarle". 
Ma se si pensa che "piuttosto di niente è meglio piuttosto" e si accettano compagni senza la necessaria prudenza, una scelta affrettata può risultare sbagliata, pericolosa e difficilmente rimediabile. Se si sta con qualcuno perché è violento non ci si può lamentare che lo sia. Non è sempre solo questione di sfortuna. Anche se può capitare e capita che la persona che si crede di conoscere non sia come si crede, maggiore prudenza e attenzione potrebbero evitare i malintesi.
Oggi sono cambiati i tempi e i modi di dire e di fare
Un tempo non se ne parlava, poi si diceva di fare all'amore, poi di uscire, ora più onestamente e senza pudore si dice di fare sesso, una cosa non molto diversa dal mangiare o espletare altre funzioni corporali. Avendo perso di valore e cessata quasi del tutto  la funzione riproduttiva è diventato un gioco, un passatempo come un altro, più o meno piacevole. E in questo gioco le donne sono brave a sfruttare le debolezze maschili a proprio vantaggio. 
Da qualche tempo molte donne denunciano di avere subito molestie sessuali e non solo da potenti o famosi. Non penso fossero tutte innocenti verginelle, pecorelle preda del lupo cattivo. Certi modi di fare, di agire, di vestirsi, di offrirsi sono provocazione sessuale e non sono sicuro che queste donne che si lamentano non ne fossero consapevoli e non la usassero anche per averne vantaggi di diversa natura. Magari ora si lagnano per non avere ottenuto pienamente quanto si aspettavano.
Ad ogni modo non necessita coraggio, quando si sa come sono andate realmente le cose non serve fegato per fare certe affermazioni, basta una faccia di bronzo. 



 

 

domenica 24 giugno 2018

Chiarezza

Forse è il caso di cominciare a chiamare le cose col loro nome, dire la realtà com'è, essere coerenti con quanto si dice ed avere il senso del ridicolo. Va bene che i politici non amano chiarezza, verità e coerenza, ma come fa Sandro Gozi (PD) affermare che quando un "profugo" vien accolto su una nave italiana è in territotorio italiano e l'Italia deve occuparsene me se viene accolto da una nave tedesca va sbarcato in porto italiano e non se ne deve occupare la Germania?

Salvataggi
Dicono che le ONG organizzano il salvataggio in mare, ma chissà se organizzano anche il naufragio in modo che avvenga quando una loro nave è pronta al soccorso. Nei decenni precedenti la tratta dei "profughi" non ho avuto notizia di naufragi nel Mediterraneo. Magari qualcuno ci sarà pure stato e i naufraghi debitamente soccorsi, non so. Poi, con il grande esodo, non è passato giorno che non ci fosse naufragio e l'intervento di qualche nave. Quando chi è in pericolo viene tratto su una grossa nave non rischia più di affogare, salvo casi eccezionali. I cosidetti salvataggi sono prevalentemente semplici trasferimenti da barconi insicuri cui dovrebbe essere vietato navigare a navi più sicure. Quasi sempre si tratta non di salvare ma di traghettare i "profughi" dall'Africa all'Italia. Per carità, puo capitare che si facciano male i conti, che si sbaglino i tempi o le manovre e che persone facciano davvero naufragio e anneghino. Più sono quelli che, fidando nel soccorso promesso, affrontano il rischio e più può capitare: meglio diminuire le vite in pericolo che aumentare le vite salvate. Se un giorno in una valle c'è grave pericolo di frane o valanghe si salvano più persone vietando l'accesso alle zone pericolose e facendo rispettare il divieto che potenziando il soccorso alpino. I soccorsi in mare e in montagna sono necessari ma non devono essere motivo per incrementare i pericoli.
Il servizio delle ONG nel Mediterraneo è solitamente più simile, seppure con modalità sicuramente più gravose e pericolose, a quello degli autobus di linea  che raccolgono i passeggeri alle fermate evitando loro il pericolo di fare la strada a piedi o di essere travolti da veicoli di passaggio che non a quello dei pompieri impegnati nel soccorso delle vittime di inondazioni.
Stranamente i "salvataggi" in mare non avvengono quando il mare è in burrasca e i naufragi più probabili, ma quando il mare è calmo e più probabile è l'avventurarsi in mare di persone in cerca di traghetto: compito delle ONG è di portarle in Italia. Non salvataggio ma trasporto più sicuro.

Profughi
Chi è favorevole alla loro accoglienza li chiama sempre "profughi", chi è contrario li chiama "clandestini". Se con "profugo" s'intende chi fugge da guerre o persecuzioni in un barcone di "disperati" è ormai pacifico che i profughi sono una minoranza. A voler essere ottimisti si può parlare al massimo di "sedicenti profughi" o "presunti profughi" o al contrario di "presunti clandestini" e magari affermare che in misura più o meno maggiore possono anche essere "presunti delinquenti". Le cronache non aiutano a dissipare questa ipotesi.
Dire "migranti" fa pensare a un esodo per trovare lavoro, alquanto improbabile quando il paese di arrivo soffre di alta disoccupazione e di evidente impossibilità di dar lavoro a nuovi disoccupati.
Non è usuale ma potrebbero essere definiti "transumanti", persone che lasciano un posto per cercare più verdi pascoli, altre opportunità. E quale migliore opportunità di godersi un paio d'anni di vacanze gratis e usufruire senza nulla dare dei benefci sociali creati dal lavoro di generazioni?
Dicono che gli stranieri, quando lavorano, fanno il lavoro che gli italiani non vogliono più fare, magari perché sottopagato. Un tempo quei lavoratori dalla sinistra erano detti con disprezzo crumiri. Ma erano bianchi e si poteva dire, oggi sono "di colore" e sarebbe razzismo.
Finora la regola è stata salviamo tutti, accogliamo tutti. Va bene, le persone in pericolo vanno salvate, anche se in pericolo si mettono volontariamente. Vanno salvate e sbarcate in porto sicuro. Chissà se la sempre citata legge del mare considera sicuri solo i porti italiani o solo quelli dove oltre che mettere al sicuro dai pericoli del mare  assicurano anche vitto e alloggio sine die.
Ma non facciamoci pendere in giro. Non diamo accoglienza a persone che non dimostrino la loro identità e provenienza con documenti o prove valide  Da subito si deve sapere chi non può richiedere asilo e ridurre il numero di quelli che potrebbero averne diritto. A chi non può essere concesso va negato l'asilo, addebitati i benefici indebitamente goduti, sanzionato per eventuale dolo e permesso di far ricorso solo presentando nuove prove.
Parlando di tutti non si dovrebbe chiamarli profughi perché non tutti fuggono da guerre o persecuzioni, non migranti perchè non tutti cercamo un lavoro, non transumanti perhè non si usa: si dovrebbero chiamare invasori per come arrivano e molti si comportano.

Mare e cielo
Ovviamente quelli che non hanno documenti o non possono chiedere asilo o permesso di soggiorno non non devono entrare in Italia.
Le frontiere italiane sono per la maggior parte marine e non si può semplicemente impedire l'ingresso in Italia o riportare gli indesiderati nel Paese donde sono venuti come fanno Francia, Austria ecc.. Oltre il confine non c'è una terra ma il mare e non si possono ributtare in mare. Come i Paesi confinanti riportano in Italia gli indesiderati che sanno arrivare dall'Italia non vedo perché noi non riportiamo in Libia quelli che sappiamo arrivare dalla Libia. Sarà più lungo e costoso ma è la stessa cosa: si riportano da dove arrivano. Si può anche impedire che entrino nel nostro territorio  restando al sicuro sul territorio straniero di una nave straniera.
Ma le ONG potrebbero fare meglio il loro lavoro, senza cambiarne gli scopi. Invece di obbligare coloro che dall'Africa vogliono arrivare in Europa a rischiare di annegare per salire sulle loro navi, si dotino di aerei. Invece di andare con le navi a "salvare" chi si mette in mare vadano con aerei sulla terraferma a caricare senza pericolo quante più persone possono. Invece di portarle tutte in porti italiani obbligando l'Italia a chiuderli, atterrino in un aeroporto dei tanti Paesi europei che criticano l'Italia. Di sicuro non chiuderanno gli aeroporti, accoglieranno tutti quelli che arriveranno e certamente non vorranno che restino su aerei in cielo come non vogliono che restino su navi in mare: è vomitevole.



 

 

mercoledì 16 maggio 2018

Assurdità.

Le leggi, pur originate da logiche politiche diverse, non dovrebbero essere in contrasto con la logica razionale. E invece spesso sono assurde, irrazionali, illogiche e inique.

Limiti di reddito
È assurdo che nel 2018 siano ancora validi valori di reddito calcolati nel 93 del secolo scorso, ai tempi della lira.
L'avvento dell'euro ha cambiato non poco il valore dei redditi percepiti. Per esperienza comune quello che costava 1000 lire è costato da subito 1 euro e per l'indice ISTAT in questi 25 anni il costo della vita è passato da 100 a più di 150.
Ma i limiti di reddito per beneficiare di agevolazioni fiscali sono rimasti esattamente quelli che erano, ovviamente oggi espressi in euro al cambio di 1936,27, come se quello che allora si aveva con mille lire oggi si potesse avere con 52 centesimi di euro.
E così quelli che erano importi evidentemente tondi (70 mln, 5.5 mln, ecc.) sono diventati ridicoli valori "arrotondati" al centesimo che manifestano la loro vetustà: 36151.98, 2840.51, ecc. .

Aspettando
È assurdo che nel 2018 siano ancora validi valori di reddito calcolati nel 1993.
Sul sito del Ministero della Salute per anni c'è stato: "il problema dell'adeguamento dei limiti di reddito al costo della vita è da tempo all'attenzione di questo ministero e del governo tutto". Non so se c'è ancora, ma in 25 anni non sono riusciti ad affrontare e tanto meno a risolvere il problema, che tuttavia avrà sempre la loro attenzione chissà per quanto tempo ancora. 

La trappola
È assurdo che nel 2018 i limiti di reddito per benefici fiscali siano sempre quelli calcolati in base al costo della vita di 25 anni fa.
Anche se  nel 1993 fossero stati correttamente calcolati, nel 2018 non possono che risultare inadeguati perché il valore reale non corrisponde più alla capacità contributiva di allora. Anche se si vogliono maggiori entrate è assurdo non aggiornare i parametri limitandosi ad aspettare che l'inflazione faccia il suo corso e che la gente diventando in realtà più povera finisca col diventare nominalmente più ricca, superi i limiti e non abbia più diritto alle agevolazioni. È una trappola, un modo subdolo e vigliacco di affrontare il problema.
La regola è stata "non facciamo niente e tutti quelli con agevolazioni per basso reddito avranno fra 5, 25 o 50 anni il reddito nominale che supererà il limite mentre il reddito reale diminuirà: saranno più poveri ma più tassati".
Se sapendosi più poveri non si accorgeranno di essere diventati ricchi per il fisco e non più esenti, saranno anche considerati evasori "furbetti" e sanzionati.
Per rispetto verso i contribuenti sarebbe meglio dire esplicitamente che si abbassano i limiti (reali) perchè i costi  aumentano e da tutto il mondo arrivano persone da assistere e curare gratuitamente e che non pagano nemmeno imposte e tasse.

Reddito familiare
Per il calcolo dell'imposta e delle detrazioni si considera il reddito personale. Se uno non supera 8000€ di reddito lordo annuo non può beneficiare delle riduzioni d'imposta per spese detraibili non avendo imposta da pagare. È un modo per favorire i meno poveri fra i poveri, favorire chi ha possibilità e non chi ha necessità.
Se con tale reddito vive solo dovrà rassegnarsi a pagare cose e servizi più cari di chi ha reddito superiore o familiari che possono godere in sua vece dei benefici fiscali. Ma se quel reddito supera euri 2840,51 nessun familiare puo farlo. In pratica se il reddito di una persona è compreso tra 2840.51 e 8000 euri lordi annui le "spese deraibili" ad essa relative non sono detraibili da nessuno. È evidentemente un'assurda iniquità. Ma ancor più iniquo e assurdo è il fatto che per determinare il diritto all'esenzione dal pagamento del ticket sanitario non si considera il reddito personale ma quello familiare. Una persona ultra65nne è esente da ticket se il suo reddito lordo annuo non supera 36151,98€ ma non è esente se è sposata e sommando al suo il reddito del coniuge supera quel limite. Anche se entrambi i coniugi devono pagare i tiket uno solo ha riduzione dell'Irpef per le proprie spese.

Tassa matrimoniale
Due persone conviventi ultra65nni non sposate (fratelli, compagni, amanti o altro) non pagano ticket se singolarmente non superano il limite di reddito previsto mentre due persone sposate lo pagano con reddito medio appena superiore alla metà di quello. Non so se le nuove unioni sottostanno alla stessa regola valida per le vecchie coppie di sposi: forse no, forse non hanno l'età, forse hanno alti redditi individuali; di fatto non hanno protestato come loro sanno.  
È anche assurdo fare la somma dei redditi per avere un importo tassabile e non la somma delle spese detraibili fatte con quella somma per aver l'importo deducibile.
La nostra Costituzione recita "Art.31 - La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose" e per famiglia intende "Art.29 - La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come societa ` naturale fondata sul matrimonio." e con "matrimonio" i padri costituenti non pensavano a quelle stravaganti, effimere e sterili unioni oggi di moda.
La norma vigente penalizza invece il matrimonio favorendo con una tassa matrimoniale i non sposati e penalizza le famiglie numerose non considerando il numero dei componenti nel calcolo del limite di reddito esente. Una famiglia non ha la stessa capacità contributiva se con 100 deve provvedere a una, tre o a cinque persone.
Non capisco come un Presidente della Repubblica garante del rispetto della Costituzione possa avere avallato una tale assurdità.

Progressività
"Costituzione della Repubblica Italiana - Art. 53.
Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacita ` contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività"
Sarà per questo che quando il reddito supera anche di un solo centesimo quei limiti eterni di 36151.98 euro le persone prima esenti pagano centinaia di euro di tassa sanitaria, compresi 10 euro fissi per ogni ricetta per consentire le esenzioni a chi non li supera. Anche a prescindere dall'assurda disparità di trattamento dei coniugati per i quali il limite scende a 18076 di reddito lordo medio pro-capite, mi sembra un modo un po' distorto, esagerato e capzioso di applicare la norma, un'altra assurdità.
Se il reddito lordo è un euro sopra i limiti esenti la capacità contributiva non può essere più di tanto superiore a quella di un contribuente esente. Si dovrebbe quindi pagare non più del netto corrispondente a un euro lordo. Non considerando netto e detrazioni, se il reddito supera di 500 euro il limite e le tasse da pagare sono 1000 euro chi è tenuto a pagare avrà un reddito di 500 euro inferiore a quello di chi è esente. Non è nemmeno progressività ma solo altra assurdità.
Anche la progressività dell'Irpef comporta aliquote superiori non per aumentata capacità contributiva ma per il mancato adeguamento dei limiti al costo della vita. Anche questo calcolo è punitivo per le famiglie. A parità di reddito lordo complessivo è più tassata la famiglia in cui uno dei coniugi per badare ai figli deve rinunciare ad un lavoro retribuito o accontentarsi di uno poco remunerativo mentre l'altro sarà tassato con aliquote più alte. Resta comunque l'iniquo trattamento per i redditi da 2840.51 e 8000 euro annui

Interesse
Nonostante l'attuale norma che per l'esenzione dal ticket fa riferimento a limiti di reddito calcolati 25 anni fa, penalizza le coppie sposate, prevede una tassazione esageratamente progressiva sia palesemente assurda e iniqua, nessuno sembra interessarsene.
I casi sono due: o gli interessati sono tanti o sono pochi. 
Se sono tanti porvi rimedio e renderla meno assurda comporta una spesa notevole, insostenibile dal governo e magari sanzionabile da Bruxelles. 
Se sono pochi non vale la pena interessarsene perché non comporta molti voti riconoscenti. 
Io propendo per quest'ultima ipotesi: il problema riguarda un'esigua minoranza ed è ben più piccolo dei grandi problemi interni o internazionali. Un'inezia di cui non occuparsi. Sarà così, ma resta un'iniqua assurdità e per le poche o tante persone coinvolte è tutt'altro che un piccolo problema. 
Ma chi se ne frega.



 

 

martedì 1 maggio 2018

Progressisti

Diciotto mesi lontano dai nostri cari a patire freddo e caldo, a fare quello che ci ordinavano, a fare il nostro dovere di cittadini e difendere la Patria da eventuali invasori. Oltre ad armi e vestiario militare lo Stato ci forniva vitto, alloggio e 110 lire di diaria.
Ora le invasioni non si devono impedire ma favorire e gli invasori non si respingono ma si accolgono, anche andandoli a prendere dove a loro fa più comodo.
E, se lo vogliono, per diciotto mesi diamo loro vitto, alloggio e diaria senza nulla chiedere in cambio, liberi di fare quello che preferiscono, anche delinquere, e di godere di tutto quanto lo Stato sociale fornisce.
E il vitto deve essere di loro gradimento, non come il nostro rancio comunque "buono e abbondante". E l'alloggio dev'essere confortevole, pulito e curato dal personale appositamente da noi pagato, non come le nostre caserme, le nostre camerate che dovevamo tenere pulite e in ordine, le nostre brande a castello e relativo cubo. Se tutto non viene loro fornito come vogliono protestano anche violentemente. Nel vitto niente vino o suino o ci accusano di offendere l'islam. Se tutto non è come vogliono quelli di carnagione scura ci accusano di razzismo, gli altri solo di xenofobia, per gli islamici che hanno il dovere religioso di odiarci siamo tutti infedeli islamofobi.
E la diaria non son le nostre 110 lire, cioè euri 0,057. Ovviamente si poteva avere qualcosa di più di quanto si può avere oggi con 0,057€ (che rivalutati sono 1,49),ma erano sempre quasi niente e non avevamo ricariche telefoniche.
Eravamo lì per difendere l'Italia dagli invasori ricevendo dallo Stato molto meno di quanto dia agli invasori, a chi chiede "asilo politico" ben sapendo di non averne diritto.
Dicono che è questione di progresso, questione di civiltà. Basta intendersi sul significato. Per chi si dice progressista il progresso è tornare alle civiltà del passato, alle barbarie del passato.
"La moneta cattiva caccia quella buona" e forse non vale solo per le monete.
Gli italiani vengono sostituti dagli africani, i cristiani dai musulmani, l'amore per il prossimo del cristianesimo dall'odio per gli infedeli dell'Islam. I vizi diventano diritti e cacciano le virtù. E il progresso diventa imbarbarimento: tornano aborto, eugenetica, poligamia, perversioni e altre amenità che si pensava fossero passato remoto.



 

 

sabato 3 marzo 2018

Figli

Penalizzare i matrimoni regolari e favorire i matrimoni sterili non può giovare alla natalità. Dicono che è questione di civiltà, ma se si si favoriscono unioni omosessuali, occasionali o temporanee e si sanzionano pesantemente le coppie naturali sposate non si agevola la nascita di figli. Desiderare dei figli è un progetto a lungo termine che necessita o almeno è favorito dalla stabilità della cooperazione fra genitori. Se una coppia non è disposta a sopportare i vincoli matrimoniali difficilmente potrà accettare i vincoli genitoriali. Ma il matrimonio regolare comporta penalizzazioni che le altre unioni non hanno. Il trattamento fiscale considera il matrimonio un vincolo sempre valido se comporta più imposte ma non sempre se ne comporta meno, sempre per la somma dei redditi ma non per quella delle spese. Mentre i due coniugi concorrono al reddito familiare non succede lo stesso per le spese, quelle dell'uno non sono sempre cumulabili con quelle dell'altro e restano indetraibili per l'incapiente. Così quando le pensioni minime furono portate a un milione di lire non tutte le sposate ne beneficiarono. C'è esenzione dal ticket sanitario per chi ha meno di 6 anni o più di 65 a condizione che il reddito familiare non superi un limite, immutato da 25 anni. Ma mentre i non coniugati sono esenti con un reddito lordo annuo di 36151€, i coniugati lo sono solo con reddito medio pro-capite inferiore a 18076€. Essere sposati non conviene, disincentivare le unioni stabili equivale a disincentivare famiglia e figli. 



 

 

Stranezze

Si dicono PD, Partito Democratico. Democratico non è sinonimo di populista solo per la valenza negativa che essi attribuiscono a questo aggettivo. E combattono i "populisti" perché sono concorrenti che intaccano il loro monopolio e attirano i loro elettori.
Se la popolazione è di persone oneste, laboriose, brave e buone non c'è niente di meglio della democrazia. Ma se così non è, se in una comunità di 100 persone ce n'è solo una che lavora e produce ricchezza, i restanti 99 possono democraticamente votare che 99,9% della ricchezza che produce sia distribuita fra tutti. Non credo che questo sia giusto e che quell'unica persona se non è un santo continui a sacrificarsi per tutti gli inattivi.
Se solo una minoranza delle persone è brava e buona può essere preferibile una oligarchia o al limite una monarchia. Ma non sempre oligarchi e monarchi sono buoni e bravi, e allora è peggio.
Si dicono LeU, Liberi e Uguali. E sono per la progressività esasperata della tassazione. Trovano equo e giusto che ci sia chi debba lavorare per il fisco 12 minuti all'ora e chi ne debba lavorare 30. Se fossero davvero per l'eguaglianza non troverebbero iniquo che chi guadagna 50 paghi 10 e chi guadagna il doppio paghi 20. Invece non siamo tutti uguali e trovano giusto che chi guadagna il doppio paghi più del doppio, paghi 30 e dopo aver pagato più imposte debba anche pagare più tasse. Succede che se uno vuole avere 80 di netto non chieda 100 ma 115 e la maggiore tassazione ricade sul datore di lavoro privato o pubblico che sia.
Dicono anche "per i molti non per i pochi" e si preoccupano di rom, omosessuali, immigrati, ecc. che probabilmente non sono i molti ma i pochi, minoranze.



 

 

sabato 24 febbraio 2018

Nessuno ne parla

Tutti riconoscono l'impossibilità di vivere come ai tempi della lira con l'equivalente in euro del reddito lordo di allora.
Per anni e anni ho trovato sul sito del Ministero della Salute:
"3. Il limite di reddito cui si fa riferimento per il riconoscimento del diritto all'esenzione viene periodicamente aggiornato?
No, è fissato dalla legge e può essere aggiornato solo con una modifica legislativa. Il problema dell'adeguamento del limite di reddito previsto per l'esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria al crescente costo della vita è, tuttavia, da tempo all'attenzione del Ministro della salute e di tutto il Governo."
Si sono succeduti i governi, si sono succeduti i ministri ma ci stanno ancora pensando.
In base a quanto previsto dalla Legge 537/1993 e successive modificazioni (art. 8, comma 16) hanno diritto a tale tipo di esenzione Cittadini di età inferiore a sei anni e superiore a sessantacinque anni, appartenenti ad un nucleo familiare con reddito complessivo non superiore a 36.151,98 euro (CODICE E01)
Da allora sono passati 20 anni e il limite è rimasto sempre quello, il costo della vita NO. E immutati sono rimasti i criteri che penalizzano la famiglia stabilendo un reddito lordo pro-capite non superiore a 36151,99 euro per singoli e unioni di fatto, 18076 euro per una coppia sposata e 9038 euro se questa ha due figli minori.
Chi arriva dall'Africa è di regola esente e magari convinto che le spese per l'assistenza sanitaria siano comprese nell'importo pagato ai trafficanti per farlo entrare nel Paese. Per i residenti il discorso è un po' diverso: pagano imposte quando stanno bene e in più
tasse quando si ammalano.

"VENERDÌ 3 GENNAIO 2014
Ufficialmente con quello che nel 1994 si comprava 100 oggi si compra 64, ma tutti sanno che con l'euro (DM=1300Lit, Euro=1DM=1936Lit) tutto (tranne gli articoli elettronici) costa almeno il doppio del 1994, cioè si ha meno di 50 invece di 100.
70 milioni di lire del 1994 equivalgono a 56758 euri di oggi, ma il limite per benefici fiscali è fermo a 36151,98 euri esattamente quello di 20 anni fa, allora in lire oggi in euri. Senza accorgersene si finisce nella trappola tesa dallo stato: si diventa più poveri ma il reddito lordo aumenta e non si ha più diritto all'esenzione, si viene sanzionati e tacciati di furbetti. Chissà se è per la progressività dell'imposta che se il reddito è 36151€ non si paga niente, se è 36152 si paga tutto e tanto."

Ci sono vecchietti con 36151 € lordi annui esenti da ticket e vecchietti 18076 € lordi annui che lo devono pagare, basta siano sposati: è equo e giusto?

La regola è molto semplice. C'è chi paga e chi non paga, chi paga è abituato a pagare  e chi non paga è abituato a non pagare. E così chi dichiara 1 euro in più del limite  paga la tassa sanitaria maggiorata di 10€ euro fissi per ogni ricetta per consentire a chi dichiara 1 euro in meno di non pagare niente, e il limite è quello di 20 anni fa come se 1€ di oggi  valesse quanto 1936,27 lire di 20 anni fa.
....
Visto che del problema non ne parla nessuno, devo ritenere che riguardi pochi elettori e che rimediarvi porti pochi voti e poca spesa per lo Stato.
Per chi paga sono però centinaia o migliaia di euro di tasse annue, ma il suo voto non interessa a nessuno.