martedì 22 febbraio 2011

150 anni

Il 17 marzo prossimo saranno passati 150 anni da quando fu proclamata l'Unità d'Italia. Grazie alla RAI - a quanto ci dice - ora parliamo tutti un'unica lingua e siamo una nazione unita: grati e felici paghiamo il canone, magari due (1). Molto è cambiato in questo secolo e mezzo nel nostro paese: non ci sono più prostitute e omossuali, soltanto escort e gay; non si fa più spesa, compere, acquisti, ma soltanto shopping; non si tormenta, perseguita, importuna ma si fa stalking; non ci sono più alberghi ma solo hotel, non si usa la bici ma la bike, all'ospedale non c'è più l'ambulatorio ma il day hospital, il nido è nursery e all'accettazione la priorià si dice triage (alla francese). Le giornate dedicate a qualcosa sono tutte un qualcosa-day, gli spacci, i negozi, i centri commerciali stanno diventando tutti outlet, il barbiere è barbershop, non si parla più di capelli ma di hair, non di vino ma di wine e così via. Oggetti nuovi, parole nuove delle quali spesso so il significato, a volte so come si scrivono altre come le dicono: quasi mai so cosa significano, come si scrivono e come vanno correttamente pronunciate. Non mi piace neanche sentire il sabato diventare sabbato e la domenica laddomenica, ma pare che così sia giusto e mi rassegno continuando a modo mio. Forse si parla una lingua unica, ma i nonni che un tempo si capivano benissimo con i nipoti in dialetto faticano a capire il loro parlare fitto di parole sconosciute, strane e straniere, parole che si scrivono in un modo e si pronunciano in un altro, come per i numeri: 1,2,5,6, 10 che si pronunciano uno, due, cinque, sei, dieci (ma anche un, do, sinque, sie, dieze o in altro modo a seconda del luogo). Se vendono "clementine" non so se devo dire clementain e nel dubbio indico col dito o chiedo mandaranci. Perfino il latino non è più quello di una volta se plus diventa plas e Maria diventa Maraia.
Sarà come dice la RAI, ma questa unica lingua mi par proprio una strana lingua.

(1) Si dice normalmente pagare il canone RAI, ma in reltà i canoni possono essere più di uno per famiglia perchè secondo un'interpretazione ministeriale la famiglia non è quella fondata sul matrimonio - come recita la Costituzione italiana - ma quella anagrafica. Così se due coniugi regolarmente sposati da 50 anni  hanno residenza anagrafica diversa, per la RAI sono sempre due famiglie e pagano due canoni, a prescindere dalla Costituzione e dalla realtà.  Gli stessi coniugi sono invece sempre considerati un'unica famiglia nel calcolo del limite di reddito per le esenzione dalle tasse sanitarie, che superano con un reddito pro capite pari alla metà di quello di un singolo: a dispetto dell'art.31 della Costituzione, ma nessuno se ne preoccupa.


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