martedì 4 ottobre 2011

Fiducia nella Giustizia.

Forse si può avere fiducia nella giustizia, un po' meno nei giudici che umanamente possono sbagliare. I cittadini sono garantiti da tre gradi di giudizio, sono così garantite anche tre possibilità d'errore. A maggiore garanzia dovrebbe prevalere non il giudizio posteriore ma quello che ha avuto almeno sei sentenze favorevoli e due in più del giudizio opposto: 6 a 4, 7 a 5, 8 a 6, come era un tempo nel tennis. Naturalmente nessun limite di tempo per la durata dei processi e sempre carcerazione preventiva. Con tanti giudizi i giudici possono sbagliare senza rimorsi, tanto se sbagliano qualche altro giudice può alla fine rimediare. Senza mai dovere pagare per i loro errori (se si accertano paga il contribuente) può anche succedere che sentenziano  basandosi su chiacchere intercettate, ipotesi e teoremi più che su fatti e prove inconfutabili. Forse alcuni magistrati pensano  che sia troppo complicato acquisirle: bisogna lavorare seriamente ed essere competenti, ci vuole dedizione, fatica e tempo. Quello altrui è irrilevante anche se passato in carcere, ma il proprio può essere meglio utilizzato, sebbene comunque deve passare per arrivare allo stipendio, alle ferie, alla pensione.
Se però le probabilità di una sentenza giusta alla fine rimangono sempre 50 e 50, tanto vale decidere subito gettando la monetina: costa molto meno.



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