venerdì 26 agosto 2011

Mistero.

In un paese perfetto lo Stato chiede solo il giusto e il cittadino trova che è bellissimo pagare i tributi. Chissà se esistono davvero paesi così, ma sono quasi certo che così non è da noi. Lo Stato (inteso in tutte le sue componenti) spende più per vizi che per servizi e per i vizi i soldi non bastano mai. Non sono pessimista per natura, ma credo che non siano molti gli italiani lieti di pagare i tributi e i molti che se la prendono con gli evasori lo fanno più per invidia che per senso di giustizia: sono onesti solo perché o solo quando gli è impossibile non esserlo.
D'altro canto se lo Stato mette un'imposta del 40% nel presupposto che il cittadino ne evada la metà, al cittadino non resta che adattarsi e dichiarare il 50% del suo reddito e chi non lo può fare paga il doppio del giusto. Se sei ingiustamente considerato disonesto diventi disonesto: se sai che il cliente pretende sempre il 10% di sconto gli chiedi l'11% di più, se sai che il fornitore ti chiede sempre l'11% di più pretendi il 10% di sconto, così si paga il 100%. Non so se i cittadini giustamente evadono perché lo Stato li considera evasori o se sono giustamente considerati evasori perchè evadono, la solita storia del gatto o cane che si morde la coda.
Giustamente o ingiustamente, per servizi o per vizi, comunque sia lo Stato ha bisogno di soldi e i soldi li ha dai tributi, e i tributi non sono quello che dovrebbero perché c'è evasione.  Non quella di chi scappa dalle carceri - quella non è molto diffusa e poi per i condannati ci sono mille modi legali per uscirne, meno per gli innocenti o presunti tali - ne quella dal tran tran quotidiano:  c'è molta evasione fiscale. A me pare che si sia fatto molto per incentivarla: se uno dichiara meno reddito non solo paga meno Irpef ma può beneficiare di molte altre agevolazioni. Con la fissazione di punire i ricchi quasi sempre si deve pagare "in ragione del reddito", col risultato che chi evade ci guadagna doppiamente. Io resto del parere che un servizio o è gratuito per tutti o non lo è per nessuno: una volta che il ricco ha pagato il giusto va trattato come il povero che, anche se l'imposta non fosse progressiva, ha pagato meno. Capisco distinzioni per età o per altro, ma non per reddito. Sovrabbondanza
di limiti e di regole dà possibilità ai furbi di raggirarle, a commercialisti e patronati di viverci sopra, ai povericristi di pagare più del dovuto per non rischiare di pagare meno e incorrere in sanzioni. Se le tasse (ticket) mirano a disincentivare abusi vanno pagate da tutti (per le eccezioni ci penseranno i servizi sociali); credo però che si avrebbero migliori risultati con altri controlli - possibili con i mezzi attuali - e con altre sanzioni. Non mi pare invece molto efficace introdurre limiti reddittuali al fine di ridurre i costi: se oltre i limiti è il 90% della popolazione tanto vale far pagare a tutti e gestire l'eccezioni; se lo è solo il 10% più ricco il risparmio è minimo e probabilmente nullo considerato che i più ricchi non si valgono del servizio pubblico; se lo è il 50% diventa un'ingiustizia per molti. Se i soldi sono scarsi, le spese irriducibili e il servizio indispensabile  è meglio aumentare le imposte e abolire le tasse: una specie di premio assicurativo obbligatorio.
Meglio ancora non aumentare le imposte a chi le paga e farle pagare a chi non le paga: e torniamo alla lotta all'evasione. Già sarebbe qualcosa se lo Stato non la incentivasse premiandola con altri benefici, ma si potrebbe ostacolarla anche rendendo vantaggioso ai contribuenti non favorire l'evasione altrui. Se il cittadino potesse detrarre le spese documentate probabilmente esigerebbe la documentazione, ma se le spese non sono detraibili per loro natura o per mille altri motivi (familiare non a carico o non convivente, reddito insufficiente, ecc.)  il cittadino comune non ha nessun interesse a ostacolare l'evasione del fornitore, tranne un'ipotetico e molto improbabile "se paga anche lui pago meno io". Se invece avesse un qualche interesse tangibile, magari molti piccoli evasori non sarebbero più tali e le forze dello Stato potrebbero meglio dedicarsi ai grandi evasori. Potrebbe anche succedere che cessa la concorrenza sleale, tutti pagano il dovuto, tutti vogliono continuare ad avere il loro guadagno netto, tutti aumentano i prezzi e alla fine a pagare saranno sempre i soliti, sia pure per interposta persona: ma lo Stato avrebbe più soldi e magari pensare d'averne troppi.
Mettiamo che per ogni spesa sia consentito detrarre dalle imposte da pagare (o venga rimborsato a chi non ne ha) il 50% dell'IVA.
Se la spesa è 120 di cui IVA 20, l'acquirente Tizio paga -10 di imposta e il venditore Caio con +100 di imponibile paga +25 d'imposta. Lo Stato riceve +20 da Tizio via Caio (IVA) -10 da Tizio +25 da Caio, totale +35: perderebbe metà dell'IVA attuale, ma se l'evasione è alta quanto dicono penso ci guadagnerebbe.

A Caio conviene sempre non far fattura, ma perché convenga anche a Tizio deve fare uno sconto più alto e convincerlo che non è vero che pagherà meno imposte perché tutti le pagano, che gli conviene essere disonesto.
Non c'è governo di destra, di sinistra o ambidestro che non proclami lotta all'evasione e agli evasori: del perché della detraibilità delle spese se ne parli da sempre e non se ne faccia mai nulla
per me resta un mistero.


Wikio

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